Al Barlume di Marina di Carrara ha accolto, lo scorso sabato, una delle icone dell’underground e old school hip-hop nostrano a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, stiamo parlando di Inoki Ness, al secolo Fabiano Ballarin.

Il nome d’arte è ispirato al personaggio dell’Antico Testamento Enoch; ‘Ki’ simboleggia nella cultura orientale l’energia, mentre “Ness” simboleggia in lingua araba la collettività e in lingua inglese l’espansione. Romano di nascita ma bolognese di adozione, entra in contatto con la cultura hip-hop avvicinandosi prima al writing e poi al rap.

Nel capoluogo emiliano conosce il breaker e rapper Gianni KG ed il writer Paniko: insieme a loro forma la Porzione Massiccia Crew (PMC), storico collettivo hip hop bolognese che raccoglie un buon numero di artisti. “Bologna è una città fantastica e pazza allo stesso tempo – ha confessato l’artista – Mi ha dato tanto sotto tutti i punti di vista.

A 23 anni mi sono trasferito nel Bronx per limare la mia tecnica e conoscere più da vicino la cultura hip-hop. E’ stata un’esperienza fantastica che mi ha segnato in positivo”.

Inoki è uno dei pochi cantanti rimasti fedeli alle proprie origini e al proprio modo di fare musica. Non si è adeguato all’ “hip-hop” moderno, erroneamente chiamato ‘trap’ dove ognuno, da casa, può registrare una canzone e caricarla sul proprio canale. “Quando ho iniziato era molto più difficile. – ha aggiunto il rapper – Registrare in studio era un obiettivo che tutti gli artisti cercavano di raggiungere e il più determinato emergeva.

Adesso è tutto molto più facile: i vari social permettono a chiunque di sfondare nel mondo della musica e purtroppo pochi sono gli artisti validi. L’hip-hop negli anni ’90 era più sincero, adesso è tutto un apparire, un mondo che non mi piace.

Non per fare il nostalgico ma quello che abbiamo fatto nei ’90 non è ancora stato superato”. Il 2011 è stato invece l’anno della fondazione della sua etichetta discografica indipendente “Rap Pirata” divenuta ben presto uno stile di vita, un’attitudine, una sorta di esercito dell’hip-hop.

E infatti la performance è stata accompagnata da quattro soldati di quell’esercito come il viareggino Emilio Zito in arte ‘Resa’, ‘Drega’ al secolo Sandro Paoli di Camaiore (entrambi facenti parte di “Rap pirata toscana) il perugino ‘Darn’ e Michele Rainieri, in arte Dj Zarra.

Sui progetti futuri Inoki non si sbilancia troppo sostenendo che qualcosa sta bollendo in pentola; sottolineando il fatto di aver voglia di continuare a riempire i locali e soprattutto di pensare alla sua famiglia. Al termine della serata ha poi ringraziato Carrara e più nello specifico il Barlume, per l’ospitalità dimostrata.

Regia, intervista e servizio: Alberto Bruschi (Collaboratore del giornale “la Nazione” di Carrara e della tv Antenna3)

Montaggio: Fabio Vignali

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